“Si può morire di mafia semplicemente perché si è nel posto sbagliato al momento sbagliato. Sarebbe bastato ritardare 5 -10 minuti, avere avuto un contrattempo, aver fatto una chiacchierata più lunga con mio zio e oggi, forse, potrei ancora parlare con mio padre.
La strage di Viale Lazio ha segnato ogni giorno della mia vita ed oltre al dolore ho subito anche l’umiliazione del sospetto, dato che fu messa in dubbio pure la sua l’onestà. Dicevano che ero figlio di un mafioso. Sono passati tanti anni e sono ancora qua parlare di lui, a rivivere la mia infanzia ma anche a ricostruire gli ultimi istanti della sua esistenza.”
Giovanni Domè morì il 10 dicembre del 1969. Era custode di un garage quando un commando aprì il fuoco contro di lui e altre cinque persone. Ferdinando, suo figlio, ha dovuto aspettare quasi 40 anni affinché fosse riabilitato il nome di suo padre.
“Sarebbe bastato ritardare 5 -10 minuti…”










